lunedì 2 maggio 2011

Noto oltre i confini


Da Giovedì al 17 maggio la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto ospita la rassegna Maggio all'Internazionale, dedicata all'incontro fra la scena internazionale e quella italiana. Questo progetto, che si apre giovedì e venerdì con Doppio Gioco, vede la partecipazione tra gli altri di Emma Dante con i due capitoli conclusivi della Trilogia degli Occhiali. Da segnalare anche la collaborazione con l'Ambasciata di Francia con la rassegna Facè à Facè -Parole di Francia per scene d'Italia, all'interno della quale verranno presentati: il dittico Dovresti venire più spesso e Risalendo la strada ho incontrato fantasmi ( sabato 7, ore 20.45) e Un inconveniente minore sulla scala dei valori ( domenica 8, ore 20.45)

mercoledì 27 aprile 2011

Le teste di Turco di Scicli: il trofeo dei vinti



Su qualunque guida su Scicli, si legge la storia-leggenda della Madonna dei Milici detta poi delle Milizie, che rende cieco il lettore che inconsapevolmente si sta avviando alla degustazione di uno dei dolci tipici di Scicli, partendo proprio dalla sua nascita.


Il popolo racconta che, in una notte di marzo del 1091, nella piana che dà sul mare di Donnalucata (borgata sciclitana), si sia combattuta l’ultima e decisiva battaglia fra Normanni e Saraceni.


La sorte degli Sciclitani era ormai segnata, e non bastò neanche l’intervento del Conte Ruggero a fermare l’impeto delle armate “turche”, ma proprio quando sembrava tutto finito, ecco avvenire il miracolo: “su un cavallo bianco, la Madonna vestita con un corsetto rosso, un manto celeste, una corona d’oro in testa e la spada nella mano destra, viene a dar man forte ai cristiani, uccidendo gran parte dei saraceni!”


Rischiando di alzare un inno al cannibalismo, la sua spada seminò la piana di Donnalucata di teste degli invasori, che da quella data saranno le incontestate protagoniste delle preparazioni dolciarie sciclitane, “le teste di turco”.


La “testa di turco”, diversa da quella palermitana, è un enorme bignè, che rappresenta un turbante, ripieno di crema o di ricotta vaccina dolce, farcito con scaglie di cioccolato fondente, granella di mandorle e pistacchi.


La “testa di turco”viene paganamente consumata, subito dopo la fine della rievocazione teatrale annuale, con il ruolo di trofeo ideologico, ma non realizzato dai vincitori, ma stranamente dai vinti, quegli arabi introduttori delle varie pratiche dolciarie nei vari periodi delle invasioni in questi territori.

martedì 19 aprile 2011

Valle dei Templi, la natura incontra le sculture di Mitoraj